Contemplo da questo ponticello la vita che…fugge.
Piccole e grandi maratone quotidiane senza un reale arrivo.
“Andiamo, dai!”
“Ti muovi?”
“Sbrigati!”
Devo, devi…
Imperativi che mi spaventano.

Dalla tasca posteriore dei pantaloni cade il portafoglio a quel nonnino.
Lui prosegue la sua camminata.

Lo sguardo dei corsisti è lontano dall’oggetto in terra.
Qualcuno lo scalcia senza avvertirne neanche il peso.

Vado, lo raccolgo, raggiungo quel signore che non appena si sente bussare sulla spalla, si volta e mi guarda e guarda il portafoglio e si tocca la tasca vuota.

“Ero assorto nei miei pensieri…grazie mille”

“Tutto bene?”

“Sai, venivamo qui ogni giorno. Io e mia moglie. Ci piaceva camminare mano nella mano lungo gli argini di questo fiume. Poi ci fermavamo su quel ponticello che tante primavere fa era di legno”

“Da lì c’è una visuale così bella”

“Sì. Puoi vedere tutto il parco.
Con mia moglie ci divertivamo a osservare i passanti, a inventarci storie. Poi ci calavamo negli abissi di questo fiume che…”

“Ha un mondo sotto lo specchio d’acqua che tutti possono vedere”

“Oh, sì. Un mondo fatto di mille e più mondi, ma che non tutti riescono a vedere”

“O non vogliono.”

“Ad alcuni fa paura. Vieni, ti mostro una cosa”

Raggiungiamo il ponticello che di colpo torna a essere di legno.

“Vedi quella panchina in fondo al viale? È lì che ebbe inizio il nostro tutto.
Abigaille passava di lì ogni giorno, ma mai alla stessa ora.
Si sedeva e iniziava a guardarsi intorno e poi sorrideva. Una volta attesi fino al tramonto per poterla vedere anche solo per un attimo e da lontano. Quel giorno, il nostro giorno, si alzò dalla panchina e passò qui, proprio su questo ponticello dove io venivo a pescare. I nostri sguardi si incrociarono e quel sorriso, a soli due passi da me…inebriò tutto il parco, tutta la mia vita”

“E cosa successe?”

“Si mise con i gomiti poggiati sulla ringhiera e iniziò a descrivere il fondale di questo fiume e io mi ritrovai a…conoscere quella storia!
Lei iniziava, io continuavo e lei sorrideva…”

“Guardo lei e riesco a vedere il sorriso di sua moglie”

“Un sorriso che sapeva di vita, fatto del più puro dei sentimenti.”

“Grazie”

“A te. Continua a fermarti ogni tanto. Continua ad ascoltarti, ad ascoltare, a osservare, a sorridere.”

Caro diario,
In un mondo frenetico che rischia di travolgerci con i suoi serrati ritmi, io oggi mi sono scollegata e ho ricevuto un regalo dall’inestimabile valore: il sorriso di chi per e di un sorriso, ha sorriso una vita intera e continua a farlo.
Buonanotte caro diario

Cosa ne pensi?